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Sinossi

Giovanna è la fondatrice del centro “la Masseria” a Napoli, luogo di gioco e creatività al riparo dal degrado e dalle logiche mafiose. Ed è proprio alla Masseria che, con i suoi due figli, cerca rifugio Maria, giovanissima moglie di un camorrista arrestato per un efferato omicidio. Maria rappresenta tutto quello da cui le madri dei bambini che frequentano il centro stanno cercando di proteggere i loro figli, e Giovanna si trova così di fronte ad una scelta esiziale: Maria, l’intrusa, va accolta o allontanata? Chi va difeso, il gruppo o chi – senza dirlo - chiede l’ultima possibilità di sfuggire ad una vita già scritta?

Regia

Leonardo Di Costanzo

Scritto da

Leonardo Di Costanzo, Maurizio Braucci, Bruno Oliviero

Produzione

tempesta / Carlo Cresto - Dina

Con

Rai Cinema

In coproduzione con

Amka Films Productions, Capricci

Anno di produzione

2017

World Premiere

Quinzaine des Réalizateurs 2017

Direzione fotografia

Hélène Louvart

Durata

95

Website

www.facebook.com/tempestafilm/

NOTE DI REGIA

Mi sono spesso interessato, nei miei documentari, alle figure di mediazione sociale, a quelle persone cioè, che, per la posizione che occupano nella geografia sociale, offrono un punto di vista privilegiato per raccontare un quartiere, una città o una società in un dato momento storico: un insegnante in una scuola di una periferia degradata (A Scuola), o un sindaco legalista di una città dominata da una mentalità mafiosa (Prove di Stato). Al centro de L’Intrusa ci sono degli “eroi” moderni, a mio avviso poco raccontati rispetto all’importanza sociale crescente e per le questioni che il loro agire solleva: sono coloro che, per convinzioni politiche, religiose, o semplicemente umanistiche, scelgono di dedicare la propria vita alle fasce più deboli e marginalizzate della società, dove le politiche sociali pubbliche, se ci sono, non riescono ad arrivare, per scelte politiche o per incapacità. Il loro operare è spesso una continua  perimentazione di forme di convivenza e di socialità; in questi luoghi di frontiera - geografica ma anche culturale, - i limiti, altrove rigidi che separano il giusto dall’ingiusto, il permesso dall’‘interdetto, l’intollerabile dall’accoglienza, richiedono qui continui aggiustamenti e riposizionamenti. Ne esistono di svariate forme, da quelle più istituzionalizzate, che gli economisti indicano come “Imprese del terzo settore”, a gruppi spontanei, spesso autofinanziati, o con scarsi contributi pubblici, nati e sviluppatisi con forti motivazioni personali e collettive. A queste ultime appartiene “La Masseria”, un centro associativo e ricreativo che si occupa d’infanzia a rischio, ma non solo - luogo a riparo e alternativo alle logiche mafiose del quartiere circostante. Un’isola di solidarietà e di condivisione, di crescita comune e di rispetto reciproco, in cui si ritrova speranza per una quotidianità diversa e Giovanna ne è fondatrice e figura di riferimento.

Ad attrarmi verso queste realtà sono le possibilità di racconto che offrono. Mi sembra ritrovarvi gli elementi della narrazione classica: l'individuo/eroe, gli ostacoli che si frappongono al suo agire, la collettività, il conflitto etico. La sceneggiatura è stata scritta contemporaneamente a un lungo lavoro di ricerca, osservazione e incontri con persone e gruppi che agiscono al centro o in periferia di Napoli, dove il racconto si ambienta. La storia raccontata somiglia alle tante che abbiamo ascoltato. L’Intrusa è un film con la camorra ma non è un film sulla camorra; un film su chi ci convive, su chi giorno per giorno cerca di rubargli terreno, persone, consenso sociale, senza essere né giudice né poliziotto. Ma è anche una storia su quel difficile equilibrio da trovare tra paura e accoglienza tra tolleranza e fermezza che credo in questo momento possa risuonare anche in chi non vive a contatto con mafia e camorra, ma sperimenta altre convivenze di paure e diffidenze. L'altro, l’estraneo al gruppo, percepito come un pericolo è, mi sembra, un tema dei tempi che viviamo. La quasi totalità degli interpreti è costituita da attori non professionisti o poco conosciuti scelti tra persone molto vicine all’universo raccontato. Raffaella Giordano, la protagonista invece è una coreografa e danzatrice, alla prima prova essenzialmente testuale.

Come per l’Intervallo prima delle riprese è stato fatto un lavoro molto lungo sia di scelta che di preparazione degli attori. Questa fase è servita anche a precisare e adattare la sceneggiatura. In particolare i bambini, nel film finale, hanno avuto maggiore spazio rispetto a quanto ne occupavano nella sceneggiatura. Con aiuto di animatori e servendomi della mia esperienza di documentarista abbiamo molto lavorato sull’improvvisazione, canalizzando espressività ed energie in modo da far emergere i caratteri individualizzabili però funzionali alla storia narrata. Lo spazio dove la vicenda si svolge, a parte per qualche breve uscita, è costituito da un luogo unico; un grande giardino circondato da siepi e mura, ai piedi dei palazzoni di periferia, all’interno del quale c’è la sede della Masseria e la casupola occupata. Il luogo è una vecchia masseria scenografata con murales tratti da disegni di Gabriella Giandelli. Gli attori non professionisti, presi della “vita reale”, sono così chiamati ad agire in uno spazio “costruito”, come staccato, separato dal contesto intorno con l’idea di restituire una narrazione non soffocata dalle angustie del verismo e del naturalismo. L’esterno, il quartiere, a parte le brevi incursioni, è raccontato essenzialmente dall’interno del centro, da quello che si vede oltre il muro di cinta, dalle storie dei personaggi, dai suoni percepiti; insomma un esterno suggerito più che mostrato.

BIO

Leonardo Di Costanzo ha diretto diversi documentari, presentati e premiati in importanti festival internazionali. È alla seconda prova di finzione dopo L’Intervallo, vincitore del David di Donatello come Miglior Regista Esordiente.

Filmografia essenziale
L’AVAMPOSTO episodio del film collettivo I Ponti di Sarajevo Italia 2014 (10’)
Festival di Cannes 2014 Premio del Pubblico Festival del nuovo cinema di Pesaro

L’INTERVALLO Italia/Svizzera/Germania 2012 (90’)
“Premio FIPRESCI” 69° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
“Premio Pasinetti” 69° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
“David Donatello” 2013 Miglior regista esordiente
“Gran premio” Globi d’oro International Press 2013

CADENZA D’INGANNO Italia/Francia 2011 (58’)
ODESSA (diretto con Bruno Oliviero) Francia/Italia 2006 (60’)
A SCUOLA Francia/Italia/Germania 2003 (74’)
PROVE DI STATO Francia/Italia/Germania 1999 (84’)

Cast artistico

Giovanna RAFFAELLA GIORDANO
Maria VALENTINA VANNINO
Rita MARTINA ABBATE

Sabina Anna Patierno | Mino Marcello Fonte | Giulio Gianni Vastarella | Vittorio (preside) Flavio Rizzo | Carmela (vedova Crispello) Maddalena Stornaiuolo | Sessa Riccardo Veno | Claudia Emma Ferulano | Tommaso Giovanni Manna | Ciro Vittorio Gargiulo | Ernestina Alessandra Esposito | Raffaella (nonna Ernestina) Flora Faliti | Patrizia (mamma) Francesca Zazzera | Bianca (mamma) Maria Noioso | Amato Christian Giroso | Amitrano Carmine Paternoster

Cast tecnico

Regia Leonardo Di Costanzo
Scritto da Leonardo Di Costanzo, Maurizio Braucci, Bruno Oliviero
Fotografia Hélène Louvart
Montaggio Carlotta Cristiani
Suono in presa diretta Maricetta Lombardo
Scenografia Luca Servino
Costumi Loredana Buscemi
Musiche originali Marco Cappelli, Adam Rudolph
Trucco Giovanna Turco
Acconciature Simone Di Fazio
Acting coach Antonio Calone
Aiuto regia David Maria Putortì
Casting director Alessandra Cutolo
Organizzatore Giorgio Gasparini

una produzione tempesta/Carlo Cresto-Dina con Rai cinema
Coprodotto da Amka Film Productions e Capricci
in coproduzione con RSI Radiotelevisione svizzera e ZDF - Das Kleine Fernsehspiel
in collaborazione con ARTE
con il supporto di Eurimages
con la partecipazione di Aide Aux Cinémas Du Monde Centre National Du Cinéma Et De L'image Animée
opera realizzata con il sostegno della Regione Lazio Fondo Regionale per il cinema e l’audiovisivo